Disegno partecipato per la conoscenza del Quarticciolo

Conferenza nell’ambito di Roma Racconta…Con Maria Letizia Accorsi, Emanuela Chiavoni, Maria Grazia Turco, Serena Volterra, Sapienza Università di Roma.

 

Area di intervento:

BENI E RISORSE ARTISTICO-CULTURALI
CITTA’ E TERRITORIO

 

Referente attività: Maria letizia Accorsi 

Area di intervento: Public engagement: scuole, città, territori

Durata dell’iniziativa: 2025-12-02

Luogo di svolgimento: Museo di Roma in Trastevere, sala Multimediale

 

Breve descrizione degli obiettivi e delle azioni:

Nell’ambito tematico della rigenerazione urbana, ambientale e paesaggistica, nonché della riqualificazione del patrimonio culturale e architettonico, il Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura di Sapienza Università di Roma ha promosso il progetto di Terza Missione I giardini di Adone al Quarticciolo, incentrato sulla borgata romana del Quarticciolo. Area urbana della periferia orientale della città costruita negli anni Quaranta del Novecento dall’IACP lungo la via Prenestina, oltre il forte ottocentesco, su progetto dell’architetto Roberto Nicolini e completata solo negli anni Cinquanta e Sessanta con la dotazione di servizi di quartiere e del verde pubblico, il Quarticciolo è oggi un contesto di forte degrado sociale.
Le attività proposte hanno contemplato la realizzazione di laboratori, seminari e una mostra, tutti eventi condivisi con il territorio, che hanno voluto evidenziare il divenire del paesaggio urbano attraverso la restituzione del processo evolutivo del quartiere e, in particolare, delle piazze alberate, peculiarità urbana della borgata.
Il percorso conoscitivo, frutto di un lavoro interdisciplinare, si è fondato sulla raccolta e la disamina delle fonti bibliografiche, archivistiche e iconografiche, accompagnate dallo studio diretto dei luoghi condotto attraverso la fotografia, il rilievo e il disegno dal vero; attività quest’ultima esplicitata attraverso la forza del disegno partecipato, vale a dire un approccio collaborativo espresso attraverso l’attività del ‘disegnare insieme’, nello stesso posto, allo stesso momento, condividendo luce e atmosfere del luogo, quali valori unici e irripetibili; un lavoro condiviso aiuta a concentrarsi e a suggerire idee e proposte per il futuro della borgata. 
L’obiettivo è quello di attivare un processo di consapevolezza degli spazi di quartiere per poterli riconoscere ed apprezzare come “beni comuni” da mantenere all’interno di un programma di organizzazione creativa, collettiva e condivisa che sappia rispondere al meglio ai bisogni, ai desideri e al contesto del quartiere.

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