La prospettiva architettonica a Roma

Gruppo di ricerca ISAP

La prospettiva architettonica a Roma

Oggetto di indagine del gruppo di studio del quale si intende proporre l’istituzione all’interno dell’ISAP sono i molteplici aspetti dell’applicazione del metodo prospettico in relazione all’architettura in ambito romano e delle diverse forme che questa sinergia ha preso nel corso dei secoli.

La prospettiva lineare rappresenta da sempre lo strumento per restituire l’immagine del modo in cui le cose appaiono all’osservatore ma anche per restituire al fruitore dello spazio architettonico una realtà “diversa”, in qualche modo indotta proprio attraverso l’artificio prospettico.

Fin dall’antichità, costruzioni realizzate sul piano grafico-pittorico e mirate a rendere realistico o verosimigliante lo spazio dell’immagine sono state impiegate anche a scala architettonica, coinvolgendo in questo modo lo spazio reale in un gioco illusorio che arriva fino alla smaterializzazione percettiva del supporto murario in favore della volontà di ampliamento dei limiti architettonici e della riproposizione di spazi “altri”.

Come testimonia la pittura parietale romana, questo artificio non può non essere messo in relazione con lo sviluppo del teatro e della scena teatrale, oltre che delle macchine e degli apparati realizzati per l’illusione dello spettatore.

Fin dalle sue più antiche manifestazioni decorative sviluppatesi nell’ambito della cosiddetta “pittura pompeiana”, della quale si trovano a Roma esempi di incredibile efficacia, l’uso architettonico della prospettiva ha trovato in questa città terreno fertile e mecenati di rilievo tra i governanti, le famiglie benestanti, il papato e gli ordini religiosi, coinvolgendo palazzi, chiese e ambienti di prestigio.

A Roma sono spesso confluiti artisti e figure legate alle maggiori scuole prospettiche sul territorio peninsulare, fino a fare di questa città, nel corso del nostro Rinascimento e per tutto il periodo barocco, un centro nevralgico di affinamento e applicazione della prospettiva a grande scala.

Il forte potere emotivo dell’illusione prospettica e la sua ineguagliabile capacità comunicativa e persuasiva, unitamente alla sua prossimità con l’ambito scenografico, hanno portato la prospettiva ad uscire dal piano della rappresentazione (quadro, pareti) e dalle superfici dell’architettura (soffitti e superfici voltate) per coinvolgere lo spazio stesso mediante la progettazione e la realizzazione di opere di prospettiva solida nelle quali l’accelerazione dell’effetto prospettico arriva alla deformazione controllata della stessa architettura costruita. Si tratta di un ulteriore ambito di applicazione della costruzione basata sulla teoria prospettica che, ancora, ha lasciato a Roma esempi tra i più illustri (come la Galleria Spada o la Scala Regia in Vaticano) ma anche interventi minori ma ugualmente degni di indagine e approfondimento.

Nell’ambito della Facoltà di Architettura di quello che era un tempo l’unico Ateneo romano, da molto tempo, spinti dagli studi di Vincenzo e Orseolo Fasolo, sono ripresi gli studi sul profondo rapporto tra architettura reale e uso del potere illusorio dello strumento prospettico. Questi studi – proseguiti da Riccardo Migliari, da Laura De Carlo e, in seguito, da un cospicuo gruppo di studiosi – sono confluiti, sempre in ambito romano, in molteplici indagini su opere magistrali di artisti quali Giorgio Vasari, Baldassarre Peruzzi, i fratelli Alberti, Agostino Tassi, padre Andrea Pozzo, ma anche relativi alle origini antiche di quel genere decorativo che la Storia dell’Arte ha definito “quadraturismo”. Riunitosi nell’Unità di Ricerca di Geometria descrittiva, coordinata da Riccardo Migliari prima, da Marco Fasolo in seguito, dalla scrivente attualmente, il gruppo proponente ha continuato, parallelamente a molti altri ambiti di indagine, gli studi sulle Prospettive architettoniche, studi che si sono poi rivolti all’intero territorio nazionale arrivando a interessare opere realizzate oltralpe, fino a confluire in due importanti Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) che hanno avuto notevole riscontro, portando il gruppo di studio romano in contatto con molte realtà nazionali e internazionali e avviando importanti rapporti di ricerca.

La proposta di istituzione di un gruppo di ricerca all’interno dell’ISAP incentrato sul tema delle applicazioni della prospettiva alla scala architettonica mira dunque al proseguimento di un percorso di ricerca consolidato e, al contempo, profondamente rinnovato nelle metodologie e negli strumenti di indagine, acquisizione e diffusione.

Se la prospettiva è stata a volte legata al suo sviluppo pratico e teorico all’interno della scuola toscana e di quella bolognese in particolare, restituire a Roma il ruolo di motore nell’applicazione della teoria prospettica alla decorazione a scala architettonica e all’architettura stessa ci appare un doveroso atto di apertura nei confronti di un numero allargato di fruitori. L’interesse che sempre abbiamo riscontrato per i “giochi” prospettici anche nei più giovani, ci spinge a ritenere questi studi in linea con le crescenti esigenze di un’offerta turistica differenziata e di qualità.

Composizione del Gruppo di Ricerca

Coordinatore: Laura Carlevaris

Proponenti e componenti

  • Leonardo Baglioni
  • Michele Calvano
  • Andrea Casale
  • Marco Fasolo
  • Elisa Guarino
  • Jessica Romor
  • Marta Salvatore
  • Graziano Mario Valenti

Componenti esterni al DSDRA

  • Flavia Camagni (Università San Raffaele)
  • Matteo Flavio Mancini (Roma Tre, Dip. di Architettura)
  • Leonardo Paris (Sapienza, Dip. BeSSA)
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